tocai

La leggenda narra che questo insolito e curioso ceppo abbia avuto come padrino un semplice marangon, ossia un semplice falegname di Barbarano Vicentino.

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Si narra che costui, al termine del servizio militare nel Comitato ungherese dello Zemplen (ai tempi di Maria Teresa d’Austria) si sia portato a casa le barbatelle di un vitigno che egli aveva avuto modo di coltivare ed apprezzare nella zona del Tokaji, non rivolgendo al momento particolare attenzione all’uva bianca Furmint che da vita  al celebre vino passito ungherese famoso in tutto il mondo, ma privilegiando una varieta’ piu’ umile e per giunta a bacca rossa. Fu cosi’ che a Barbarano fu messa a dimora una nuova uva da affiancare alle varieta’ locali capeggiate dalla Garganega,

 

in anticipo rispetto all’avvento dei bordolesi. L’uva fu denominata dai vignaioli del posto “Marangona” con il significato di “figlia del falegname”, mentre il vino divento’ il Tocai del Marangon. Queste le definizioni accreditate dagli anziani di Barbarano fino a qualche anno fa.

(Consorzio di tutela  Vini Colli Berici 2005)

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