Posted by vinipialli | EVENTI

La tavola rotonda “Comunicare con Mario: dal sentore di cavallo
sudato al vino da gustare” (a Vicenza, venerdì 10 giugno) è stato
il momento per tirare le fila dell’attività svolta dal neonato
Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza.

Presenti esperti di comunicazione, giornalisti e blogger per
cercare di capire perché il vino si autolimitato in un circolo
vizioso, composto da addetti al settore e pochi esperti.

Si è sviluppato un dibattito tutto centrato sulla necessità di
raccontare cosa c’è dietro il bicchiere, piuttosto che descrivere
cosa c’è dentro. Per Davide Paolini, il Gastronauta di Radio24, il
vino ha perso contatto con i giovani, nelle cui famiglie si è persa
l’abitudine a consumare vino in casa. Il vino diventa così
qualcosa di lontano e vecchio. “Per avere successo – spiega –
un territorio ha bisogno di due elementi: una storia da raccontare e
dei leader in grado di farlo”. Raccontare la storia dei
protagonisti è fondamentale anche per Fabio Giavedoni, curatore
della guida Slow Wine, secondo cui “puoi sbagliare a dare un
punteggio su un vino, ma il lettore non ti perdona una valutazione
errata sulla serietà di un’azienda. Segno che è più importante”.
Per Jacopo Cossater, blogger di Enoicheillusioni e Intravino, ogni
produttore può iniziare a fare un racconto di sé con il web.
“Esiste una grandissima curiosità e lo dimostrano le migliaia di
ricerche online relative ai vini”. Un racconto che secondo Dino
Marchi, presidente di Ais Veneto, lo stesso sommelier contribuisce a
fare, recuperando un ruolo attivo nella ristorazione, in grado di
orientare le scelte dei consumatori.

Per Maria Grazia Melegari, blogger di Soavemente, il consumatore
deve conoscere il vino attraverso l’esperienza: fondamentale quindi
che le cantine aprano le loro porte all’enoturismo, imparando a
strutturare le visite con professionalità.
Beppe Giuliano,
direttore di Euposia-La Rivista del vino, sottolinea come sia
soprattutto un problema di mezzi: le imprese italiane del vino
investono pochissimo nella costruzione di valore intorno al loro
marchio. Gli fa eco Fabio Piccoli, esperto di marketing vitivinicolo,
il quale nota che il 90% degli investimenti è destinato ai beni
strumentali, mentre la voce di spesa nella comunicazione per molte
aziende si esaurisce con la partecipazione a qualche fiera di
settore. “Le aziende devono uscire – prosegue Piccoli – per
incontrare i loro consumatori direttamente nei luoghi di
aggregazione: il vero nemico del vino non è l’etilometro, ma lo
spritz”.

Da qui la proposta di istituire la figura dell’animatore del
vino, che entra nei wine bar o nei centri commerciali per raccontare,
direttamente ai consumatori, un prodotto, un territorio, una storia.

Al termine della tavola rotonda sono stati consegnati i premi del
concorso Enologico Le Vigne del Palladio. Sorpresa: quatto vini su
nove hanno vinto sia per la giuria degli esperti che per la categoria
dei Mario. E in classifica le posizioni sono state solitamente
abbastanza allineate. Segno che Mario forse non saprà descriverlo il
vino, ma sa benissimo se è buono oppure no.

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